DIRITTI VACCINATI E CASISTICA

DIRITTI RICONOSCIUTI AI SOGGETTI DANNEGGIATI DA MALATTIE CONTRATTE A SEGUITO DI VACCINAZIONI OBBLIGATORIE

Ai soggetti che hanno subito danni invalidanti a causa di malattie contratte in conseguenza di vaccinazioni obbligatorie spettano gli indennizzi previsti dallo stato, anche per il caso di “doppia patologia” e di “aggravamento”.

Sui predetti diritti agli indennizzi vedi il Capitolo “INDENNIZZI E RISARCIMENTO” ed i  relativi sottocapitoli con gli annessi paragrafi.

Peraltro, solo per i soggetti che a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana abbiano riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica, è previsto,  oltre al diritto agli indennizzi, anche il diritto di ottenere un assegno una tantum.

Non solo, ancora in materia di indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, lo Stato Italiano ha previsto ulteriori indennizzi aggiuntivi ed uno speciale ulteriore assegno una tantum a favore dei soggetti danneggiati che abbiano già percepito gli indennizzi base.

Infine, a detti  danneggiati in conseguenza di vaccinazioni obbligatorie, in aggiunta agli indennizzi previsti dalla Legge, spetta anche il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) conseguitine. Sull’argomento vedi il Capitolo “INDENNIZZI E RISARCIMENTO” ed i relativi sottocapitoli con gli  annessi paragrafi.

Avv. Silvio VIGNERA

La vaccinazione è un fondamentale intervento di Sanità Pubblica, che si prefigge di proteggere sia l’individuo che la comunità. Le vaccinazioni sono un presidio preventivo fondamentale per la salute, ed hanno permesso di ridurre in maniera estremamente rilevante sia il numero di patologie gravi, che la mortalità dei bambini vaccinati e le forme di disabilità nel mondo.

L’introduzione dei vaccini e l’avvio delle campagne vaccinali hanno permesso di ridurre in modo sicuro ed in pochi decenni, in maniera estremamente significativa, l’incidenza di malattie gravi e potenzialmente letali che erano diffuse da millenni.

Le vaccinazioni si distinguono in obbligatorie e facoltative.

Le vaccinazioni obbligatorie sono: antidifterica (Legge 6 giugno 1939 n.891 – Legge 27 aprile 1981 n.166); antitetanica (Legge del 20 marzo 1968 n.419); antipoliomielitica (Legge del 4 febbraio 1966 n. 51); antiepatitevirale B (Legge del 27 maggio 1991 n. 165).

Tutte le altre sono volontarie, anche se il Sistema sanitario nazionale ne incentiva l’uso e garantisce la gratuità.

L’antidifterica e l’antitetanica si somministrano insieme attraverso il vecchio vaccino combinato (DT) oppure col vaccino trivalente antidifterico-tetanico-pertossico (DTP) se i genitori acconsentono ad aggiungere quest’ultima vaccinazione facoltativa.

Si inzia a vaccinare all’età di tre mesi e si prosegue seguendo il calendario illustrato più sotto. Le vaccinazioni contro la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia e quella contro l’Haemophilus influenzae b (Hib) sono invece facoltative. La vaccinazione contro il morbillo può essere singola o associata alla vaccinazione antiparotite e antirosolia (vaccino MPR). Quest’ultima va somministrata entro i due anni di età, preferibilmente a 13-15 mesi.

VACCINAZIONE
Nonostante l’importanza delle vaccinazioni, negli anni passati, ma purtroppo ancora oggi, anche se poco frequenti, si sono verificati, e si verificano, casi di danni conseguenti alla somministrazione di vaccinazioni obbligatorie.

Il caso più frequente, oltre alla “encefalopatia epilettogena post-vaccinica”, è quello della “poliomelite” indotta dalla stessa vaccinazione obbligatoria antipolio.

La poliomielite, come insegna la scienza medica, è una delle più antiche e diffuse patologie infettive. E’ una malattia altamente invalidante e talora mortale, da sempre presente in tutti i Paesi della terra – troviamo notizie della sua presenza anche in alcuni geroglifici egizi.

La poliomielite è un processo infiammatorio che interessa la sostanza grigia del midollo spinale. La forma più frequente è la poliomielite “anteriore acuta – p.a.a.” , o malattia di “Heine-Medin”, o “paralisi infantile”.

AUTISMO QUALE CONSEGUENZA DELLA VACCINAZIONE ESAVALENTE

RESPONSABILITA’ DEL MINISTERO DELLA SALUTE

È da anni accesa la diatriba se l’autismo, in alcuni casi, possa essere conseguenza di vaccinazioni obbligatorie e non.

Con una importante e recente sentenza del 24.09.2014 la Sezione Lavoro del Tribunale di Milano ha riconosciuto ad un bambino portatore di autismo il diritto a percepire gli indennizzi previsti ex lege, riconoscendo che la patologia da cui è affetto è insorta in conseguenza di tre somministrazioni di vaccinazione esavalente Infanrix Hexa SK.

A tale conclusione il Tribunale di Milano è pervenuto sulla scorta delle conclusioni rese dalla disposta consulenza tecnica d’ufficio per la verifica e l’accertamento di tale nesso di causalità.

Il consulente del Giudice, infatti, ha confermato che il bambino risulta affetto da sindrome autistica, accertando il nesso causale tra la somministrazione della vaccinazione esavalente Infanrix Hexa SK al bambino e la patologia.

Dalla complessa e dettagliata relazione depositata, è stato possibile evidenziare come il consulente del giudice non si sia accontentato del criterio cronologico, ossia della stretta successione temporale tra la presentazione della malattia e le iniezioni del vaccino, ma si sia spinto ad analizzare, in maniera ponderata e attenta, non solo le diverse prospettazioni delle parti in causa, ma anche la composizione chimica del vaccino in questione.

Sul punto, ha, dapprima, spiegato che non vi fossero ragioni per ritenere attendibile la tesi del Ministero, per la quale si dovrebbe accreditare l’autismo sofferto dal bambino quale malattia genetica, non ritenendo esistente “alcuna specifica costante alterazione trasmissibile del materiale cromosomico” .

Piuttosto, ancora il consulente del giudice, ha ritenuto plausibile la tesi secondo cui, nel vaccino Infanrix Hexa SK, vi sarebbero state dosi di mercurio, impiegato quale disinfettante, assumendo attendibile il dato grazie alla stima di cui al report della GlaxoSmithKline, dal quale ritiene la concreta possibilità che ne sia derivata, per il principio del più probabile che non, l’incidenza causale della vaccinazione in parola sulla patologia riscontrata dal bambino.

Il consulente, sulla base dell’attenta analisi esposta, è venuto, così, a concludere che: “è probabile, in misura certamente superiore al contrario, che il disturbo autistico del piccolo … … sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino Infanrix Hexa SK somministrato in tre dosi fra il marzo e l’ottobre 2006. Il presidio, come recentemente risultato da documenti riservati della stessa casa farmaceutica che ne detiene il brevetto, mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola se calcolata sui dati della sperimentazione clinica pre-autorizzazione – spiegherebbe solo il 2-5% dei casi di malattia – è in realtà sottostimata per l’esistenza, recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana, di lotti del vaccino contenenti un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità, in concentrazioni tali da eccedere largamente i livelli massimi raccomandati per lattanti del peso di pochi Kg.

Detti elementi, oltre a smentire in radice le ragioni di parte resistente, ossia la causa genetica della malattia, l’assenza di mercurio nel vaccino o, in ogni caso, la sua innocuità, accreditano attualmente il nominato presidio quale unica causa conosciuta della malattia in oggetto, rendendola perciò di gran lunga più probabile delle eventuali altre, così incerte sotto il profilo dell’efficienza lesiva da risultare oggi relegate all’ambito della mera ipotesi.

Tale premessa – e questa soltanto – consente, a parere di chi scrive, di ritenere finalmente soddisfatto il criterio di riferimento etiologico, noto come “principio di esclusione di altre cause”, su cui l’attuale giurisprudenza di merito pare fondare. Questo, sempre a parere di chi scrive, è stato sin’ora travisato e confuso con quello, cronologico, del post hoc, propter hoc, ritenuto – erroneamente – che i vaccini, sino a pochi mesi fa ufficialmente estranei alla patogenesi dell’autismo, potessero essere elevati alla dignità di causa probabile per semplice mancanza di valide alternative. In realtà, sino a che GlaxoSmithKline (produttrice del nominato presidio, nda) non ha riconosciuto, sia pure involontariamente, i cinque casi di autismo emersi durante la sperimentazione clinica del Infanrix Hexa SK, il nesso fra vaccini e malattia costituiva, alla stregua di qualsiasi altra ipotesi etiopatogenetica, una semplice possibilità. Questa, evidentemente, rendeva la successione dei due fatti (somministrazioni di vaccino e progressiva regressione autistica) assai più facilmente casuale che non”.

Il Tribunale di Milano, nell’occasione, al fine di chiarire alcuni principi sul nesso eziologico, ha fatto rinvio anche a molti principi della Suprema Corte di Cassazione.

Pertanto, ai soggetti che abbiano contratto l’autismo in conseguenza di vaccinazioni è possibile venga riconosciuto il diritto ad ottenere gli Indennizzi di cui alla legge, oltre al risarcimento del danno biologico.

Avv. Silvio VIGNERA

DANNI DA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE

RESPONSABILITA’ DEL MINISTERO DELLA SALUTE

La vaccinazione antinfluenzale spesso può essere causa di insorgenza di patologie, quale, tra le altre, la sindrome di Guillaine-Barrè.

Tale sindrome, chiamata a volte la paralisi di Landry o sindrome di Guillain-Barré-Strohl, è una radicolo-polinevrite acuta che si manifesta con paralisi progressiva agli arti con andamento disto-prossimale (di solito prima le gambe e poi le braccia).

Può causare complicanze potenzialmente letali, in particolare se vi è interessamento dei muscoli respiratori o un coinvolgimento del sistema nervoso autonomo.

La malattia è solitamente innescata da un’infezione. Nelle forme iperacute si arriva a una paralisi totale in 24 ore.

Con una importante sentenza del 13.03.2012 il Tribunale di Campobasso, in esito a c.t.u. medico-legale, confermava la patologia denunciata e la sua dipendenza dal vaccino antinfluenzale; accoglieva la domanda di un soggetto danneggiato ad ottenere gli indennizzi; riteneva che la fattispecie, ancorché non riferita ad ipotesi di vaccinazione obbligatoria, fosse da ricomprendere nella previsione di legge per il riconoscimento degli indennizzi da parte dello Stato. Ciò alla luce delle pronunce in materia emesse dalla Corte Costituzionale per casi di vaccini non obbligatori antiepatite B e antipolio.

La sentenza di primo grado (impugnata da parte del Ministero della Salute) è stata confermata dalla Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Campobasso con sentenza del 20.10.2014 che, riconoscendo il diritto agli indennizzi per danni conseguenti anche a vaccinazioni antinfluenzali, ha ribadito il principio espresso dalla Corte Costituzionale.

Infatti, il Giudice delle Leggi ha statuito l’incostituzionalità della legge in materia d’indennizzi nella parte in cui non consente il riconoscimento degli stessi per le vittime di lesioni conseguenti a vaccinazioni non obbligatorie, ma che siano state raccomandate o anche solo sollecitate dalle autorità sanitarie.

Ed essendo la vaccinazione antinfluenzale una vaccinazione (seppur non obbligatoria) comunque raccomandata dalle autorità sanitarie, i soggetti che abbiano riportato danni e patologie invalidanti in conseguenza della stessa hanno diritto ad ottenere gli indennizzi previsti dalla Legge.

Avv. Silvio VIGNERA

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