EMODIALISI

DIRITTI RICONOSCIUTI AI SOGGETTI DANNEGGIATI DA MALATTIE CONTRATTE A SEGUITO DI EMODIALISI

Solo recentemente ai soggetti danneggiati da malattie contratte a seguito di emodialisi è stato riconosciuto il diritto a percepire gli indennizzi previsti dallo stato.

Infatti, la giurisprudenza ha correttamente ritenuto che il rischio per cui si prevede l’indennizzo da parte dello stato comprende anche l’ipotesi in cui il contagio sia derivato dalla contaminazione del sangue “proprio” del paziente durante un’operazione di emodialisi, a causa di una insufficiente “pulizia” della macchina dalle sostanze ematiche lasciate da altro paziente.

Per effetto del suddetto nuovo orientamento giurisprudenziale ai soggetti sottoposti ad emodialisi, in conseguenza delle quali hanno contratto infezioni virali, spettano gli indennizzi previsti dallo stato, anche per il caso di “doppia patologia” e di “aggravamento”.

Così come anche a tutti i soggetti che abbiano perso un congiunto a causa delle patologie contratte in discendenza di emodialisi (come per le vaccinazioni, trasfusioni e somministrazione di emoderivati infetti) spetta l’indennizzo una tantum.

Infine, ai detti soggetti  sottoposti ad emodialisi, in conseguenza delle quali hanno contratto infezioni virali, spetta anche il risarcimento dei danni (patrimoniali e non) conseguenti, da richiedere alla struttura, pubblica o privata, in cui dette emodialisi siano state praticate.

Avv. Silvio VIGNERA

L’emodialisi è una terapia fisica sostitutiva della funzionalità renale somministrata a soggetti nei quali essa è criticamente ridotta (uremia), condizione che rappresenta lo stadio più grave dell’insufficienza renale.

Il procedimento rimpiazza le quattro funzionalità di base del rene:

  1. rimozione delle sostanze tossiche;
  2. riequilibrio elettrolitico;
  3. riequilibrio acido-base;
  4. rimozione dei liquidi.

Nell’emodialisi le prime due funzioni vengono svolte sottoponendo il sangue del paziente (da cui emo) al principio fisico della dialisi. Esso viene fatto scorrere in un filtro in cui entra in contatto con una membrana semipermeabile attraverso cui passano solo (o almeno in maggior quantità) le sostanze tossiche che si desidera rimuovere. Il filtro consente, oltre alla rimozione di sostanze, anche il reintegro di radicali alcalini, quindi il riequilibrio acido-base. L’ultima funzione in elenco riguarda la necessità di rimuovere i liquidi assunti attraverso l’alimentazione e non eliminati con la diuresi, che può essere estremamente ridotta o assente (anuria) nei soggetti nefropatici in fase terminale. Il metodo utilizzato è la ultrafiltrazione.

Così come per le trasfusioni di sangue, anche le emodialisi possono costituire rischio di trasmissione di malattie virali, quali l’HIV e l’Epatite B e C, e ciò può avvenire nel caso di omessa o cattiva pulizia/sterilizzazione dei macchinari preposti all’esecuzione del trattamento emodialitico.

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