Il caso riguarda un uomo dell’ennese che, in quanto affetto sin dalla nascita da talassemia, sin dalla sua tenera età viene periodicamente (ogni 15-20 giorni) sottoposto a trasfusioni di sangue. A distanza di anni l’uomo ha scoperto d’aver contratto l’epatite C e, rivoltosi all’Avv. Silvio VIGNERA (Vice Presidente dell’Associazione), accertato che l’epatopatia contratta è stata la conseguenza anche di una sola (tra tante) emotrasfusioni praticate, nel 2016 ha ottenuto, da parte del Ministero della Salute, il riconoscimento degli indennizzi bimestrali, con la corresponsione di arretrati per circa Euro 150.000,00.

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