Giovanissima, nel 1978 (all’età di appena 12 anni), in ospedale per “porpora trombocitopenica”, veniva sottoposta a trasfusioni di sangue.

Oltre trent’anni dopo, durante altro ricovero ospedaliero, le veniva rilevata la positività al virus dell’epatite C.

Ci contattava e nel 2014 iniziavamo causa, non volendo il Ministero della Salute adempiere spontaneamente.

Nel settembre 2015 (a poco più di un anno), accertato il nesso di causalità tra le trasfusioni di sangue subite e l’epatite virale contratta, ed accertata la responsabilità del Ministero della Salute, il Tribunale competente emanava sentenza con la quale alla donna è stato riconosciuto un risarcimento danni ammontante ad € 575.000,00.

A tale importo risarcitorio andranno aggiunti gli indennizzi che spettano alla donna per legge.                            .

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