Caso di una donna che nell’anno 1971, patendo ricorrenti metrorragie, veniva ricoverata in ospedale, ove veniva sottoposta a ripetute trasfusioni di sangue.

Oltre trent’anni dopo scopriva d’aver contratto l’epatite C che, aggravatasi in “epatocarcinoma multifocale con trombosi portale neoplastica, su cirrosi epatica HCV correlata”, nel 2010 l’ha condotta al decesso.

Il coniuge e la figlia ci hanno contattati e si è riuscito a dimostrare il nesso causale tra le trasfusioni di sangue praticate alla donna, l’epatite contratta ed il decesso della medesima, ed anche la tempestività delle istanze amministrative rivolte al Ministero della Salute. Con sentenze del 2015 e 2016 hanno avuti riconosciuti indennizzi ed assegno una tantum per circa Euro 110.000,00.

Inoltre, si è in giudizio, con altra procedura specifica, per ottenere anche il risarcimento dei danni. Risarcimento che ove, com’è presumibile, verrà riconosciuto, sarà di importo di gran lunga superiore rispetto agli indennizzi già riconosciuti.                                       .

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