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Trasfusioni: 760mila euro a eredi malato Tar Catania condanna ministero per 'sacca' sangue usata nel 1983

Trasfusioni: 760mila euro a eredi malato Tar Catania condanna ministero per 'sacca' sangue usata nel 1983

(ANSA) - CATANIA, 25 MAR - Il Tar di Catania ha condannato il ministero della Salute a versare 760.000 euro, come risarcimento danni, ai familiari di un uomo morto nel dicembre 2008 in seguito ad una trasfusione di sangue eseguita in ospedale della provincia di Enna nel 1983, che gli ha fatto contrarre il virus dell'epatite C, poi evolutosi in cirrosi epatica. Patologia che, nel 2008, ne ha causato la morte. L'uomo, che aveva 54 anni, ha lasciato la moglie e due figli. A rappresentare la famiglia è stato l'avvocato Silvio Vignera per conto dell'Associazione a tutela degli epatopatici e malati (Atem), che ne dà notizia. "La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo - spiega Vignera - lo scorso 14 gennaio ha sanzionato lo Stato Italiano per notevoli ed ingiustificabili ritardi nel riconoscere il diritto delle vittime di danni da emotrasfusioni e nel pagamento dei relativi risarcimenti. La sentenza del Tar è dello scorso 23 marzo". [caption id="attachment_767" align="aligncenter" width="228"] Una sacca di sangue per trasfusioni in una foto di archivio....

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poliomelitico dopo vaccino, arriva maxi indennizzo

poliomelitico dopo vaccino, arriva maxi indennizzo

Contrae la poliomielite dopo aver ricevuto il vaccino obbligatorio antipolio, chiede un risarcimento e viene indennizzato, dal ministero della Sanità, con circa 900 mila euro e un assegno mensile di quasi 5 mila euro. È la storia di un uomo, quasi cinquantenne, che vive nella zona nord della provincia di                            che ha ottenuto il risarcimento senza fare causa.«La materia dei danni da vaccinazioni obbligatorie o anche da emotrasfusioni con sangue infetto da epatite è molto complessa - spiega l'avvocato Silvio Vignera che ha seguito il caso - e riscontro una generale disinformazione, anche nei soggetti che avrebbero diritti verso lo Stato, ma che spesso...

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Trasfusioni di sangue infetto, ennesimo caso in Sicilia e maxi risarcimento: quasi 600 mila euro

Trasfusioni di sangue infetto, ennesimo caso in Sicilia e maxi risarcimento: quasi 600 mila euro

Il giudice ha riconosciuto un indennizzo di 580 mila euro a un ennese che ha contratto l'epatite C: «Mi sono accorto di essere malato nel 2009, ma la trasfusione l’ho subita in ospedale circa 40 anni fa». L'avvocato: «L’importo del danno è stato maggiorato poiché patisce anche gravi pregiudizi legati alle difficoltà relazionali». «Mi sono accorto di essere malato solo nel 2009, ma la trasfusione di sangue infetto l’ho subita circa quarant’anni fa». Gli occhi di Carlo, nome di fantasia per rispettare l’anonimato richiesto, mostrano i chiari segni di un disagio interiore molto profondo, più volte sfociato nella depressione. «Qui in un ospedale dell’ennese, che preferisco non menzionare per una questione di privacy, quando mi hanno ricoverato, non hanno fatto gli opportuni controlli alla sacca di sangue che mi è stata trasfusa e oggi convivo con l’epatite C, nella consapevolezza che la mia malattia nel tempo andrà a peggiorare». Un ricovero in urgenza, un letto di ospedale che ti accoglie gelidamente ma in cui speri di trovarti in mani sicure, quella siringa che affonda nella tua vena e il sangue che entra in circolo. Pensi di essere salvo, torni a sperare, continui a credere ma poi, a distanza di anni, scopri che proprio quel liquido color rubino che ti hanno iniettato è malato… e tu sei malato. Un calvario vissuto da molte persone fra gli anni ’60 e gli anni ’80 in Italia e anche in Sicilia. I dati sulle emotrasfusioni infette sono in continua variazione. C’è chi ha scoperto di essere stato contagiato, chi lo sta scoprendo e chi ancora non lo sa. Eppure qualcuno aveva l’obbligo di effettuare i controlli e quel qualcuno era il Ministero della Salute su cui, oggi, grava una grande “colpa”. «Nel 2013 mi sono affidato allo studio legale Vignera e ho fatto richiesta di risarcimento danni proprio al Ministero. Abbiamo impiantato una causa e dopo diversi tira e molla, ai primi di aprile il giudice mi ha riconosciuto un risarcimento da 580 mila euro». Non ci sono soldi che tengono quando in ballo c’è la vita ma almeno c’è un’ammissione di colpa da parte dello Stato: «Ho sbagliato quindi pago». «La sentenza è di particolare interesse – spiega l’avvocato Silvio Vignera- Non solo per l’entità del risarcimento accordato al mio assistito ma anche per le motivazioni rese dal tribunale. L’importo del danno, infatti, è stato maggiorato poiché oltre al danno biologico, il signor Carlo patisce gravi pregiudizi legati alle difficoltà relazionali. È limitato nelle cure di altre patologie che lo hanno colpito e, in futuro, andrà incontro ad un peggioramento delle condizioni di salute con evidente sofferenza psichica». Insomma un disastro che rimanda subito ad un’altra storia ancor più triste: mannaia per il Ministero della Salute a fine marzo da parte del Tar di Catania che ha condannato lo Stato ad un maxi risarcimento da 760 mila euro proprio per un altro caso di trasfusione infetta. Ma questa volta a ricevere il denaro sono stati solo i familiari perché l’uomo è morto a 54 anni per cirrosi...

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Malasanità: condannato il ministero della salute

Malasanità: condannato il ministero della salute

Dovrà risarcire 760.000 euro ai familiari di un uomo morto nel 2008 in seguito a un virus contratto dopo una trasfusione. Il ministero della salute dovrà risarcire il danno di € 760.000,00 ai familiari di un uomo, morto nel dicembre del 2008, in seguito ad una trasfusione di sangue. Lo ha stabilito il TAR di Catania che ha ordinato al ministero di dare esecuzione alla sentenza di risarcimento entro 60 giorni. In caso contrario, sarà un commissario “ad acta”, già nominato, a provvedervi. La trasfusione, praticata in un ospedale della provincia di Enna, nel 1983, ha fatto contrarre all’uomo il virus dell'epatite C, poi evolutosi in cirrosi epatica. Nel 2008 ne ha causato la morte. L’uomo, che aveva 54 anni, ha lasciato la moglie e due figli. Ad assistere la famiglia nella lunga battaglia legale è stato l’avvocato Silvio Vignera per conto della A.T.E.M. (Associazione a Tutela degli Epatopatici e Malati). “La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – spiega Vignera -  lo scorso 14 gennaio ha sanzionato lo Stato Italiano per notevoli ed ingiustificabili ritardi nel riconoscere il diritto delle vittime di danni da emotrasfusioni e nel pagamento dei relativi risarcimenti. La sentenza del Tar è dello scorso 23 marzo”. A.T.E.M. (Associazione a Tutela degli Epatopatici e Malati) Via Conte Ruggero n.61 –...

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Muore di epatite anni dopo la trasfusione, famiglia risarcita con 1 MILIONE di euro

Muore di epatite anni dopo la trasfusione, famiglia risarcita con 1 MILIONE di euro

Il tribunale di Caltanissetta ha condannato il Ministero della Salute a risarcire oltre 1 milione di euro i familiari di un uomo morto nel 2005 dopo aver contratto nel 1969 l’epatite da una trasfusione in un ospedale siciliano. Nella causa la famiglia è stata assistita dall'Avvocato SILVIO VIGNERA per conto dell’Associazione a Tutela degli Epatopatici e Malati (A.T.E.M.). “L’indennizzo – afferma Vignera – non potrà mai cancellare il dolore e le sofferenze patite dall'uomo e dai suoi familiari. Il risarcimento, del quale chiederemo una integrazione in appello, servirà per ripagare i debiti contratti negli anni, per assistere e curare il congiunto, e assicurare un futuro dignitoso a tutta la...

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MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO. POTEVA SALVARSI".

MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO. POTEVA SALVARSI".

La tragedia risale all'estate del 2013, quando l’uomo va dalla guardia medica perché accusava gravi malesseri. Il medico di turno lo “caccia via” dicendogli di smaltire la sbornia, concludendo così che si trattasse di “stato di ubriachezza”. Nessun farmaco ne, tantomeno, un successivo controllo nonostante i vari solleciti dei familiari. L’uomo ritorna a casa e la mattina successiva muore. Disperato per la perdita del padre, il figlio denuncia l’accaduto. Si apre un fascicolo in Procura. Adesso, dopo quattro anni dalla morte, il figlio viene risarcito. A rappresentarlo, l’avvocato Silvio Vignera(nella foto) il quale, dopo diverse perizie medico legali, ha dimostrato che l’uomo era deceduto per una grave insufficienza cardiorespiratoria non dovuta all’alcool. “Un approfondito controllo clinico da parte del Medico di Guardia – ha sottolineato l’avvocato Silvio Vignera – come dimostrato in perizia, avrebbe indotto lo stesso all’ospedalizzazione del paziente, che avrebbe potuto consentire all’uomo chance di sopravvivenza”. La vicenda si è conclusa con la sottoscrizione di una transazione con la compagnia assicurativa dell’Azienda Sanitaria Provinciale che prevede l’erogazione al figlio di un cospicuo risarcimento (sul cui importo il danneggiato ritiene di mantenere il...

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MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO, POTEVA SALVARSI."

MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO, POTEVA SALVARSI."

La tragedia risale all’estate del 2013, quando l’uomo va dalla guardia medica perché accusava gravi malesseri. Il medico di turno lo “caccia via” dicendogli di smaltire la sbornia, concludendo così che si trattasse di “stato di ubriachezza”. Nessun farmaco ne, tantomeno, un successivo controllo nonostante i vari solleciti dei familiari. L’uomo ritorna a casa e la mattina successiva muore. Disperato per la perdita del padre, il figlio denuncia l’accaduto. Si apre un fascicolo in Procura. Adesso, dopo quattro anni dalla morte, il figlio viene risarcito. A rappresentarlo, l’avvocato Silvio Vignera il quale, dopo diverse perizie medico legali, ha dimostrato che l’uomo era deceduto per una grave insufficienza cardiorespiratoria non dovuta all'alcool. “Un approfondito controllo clinico da parte del Medico di Guardia – ha sottolineato l’avvocato Silvio Vignera – come dimostrato in perizia, avrebbe indotto lo stesso all'ospedalizzazione del paziente, che avrebbe potuto consentire all'uomo chance di sopravvivenza”. La vicenda si è conclusa con la sottoscrizione di una transazione con la compagnia assicurativa dell’Azienda Sanitaria Provinciale che prevede l’erogazione al figlio di un cospicuo risarcimento (sul cui importo il danneggiato ritiene di mantenere il...

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" E' SBRONZO", MA L'UOMO MUORE. MAXI RISARCIMENTO PER LA FAMIGLIA.

" E' SBRONZO", MA L'UOMO MUORE. MAXI RISARCIMENTO PER LA FAMIGLIA.

Muore dopo visita della guardia medica. Risarcito il familiare. Il figlio: " Mio padre non era ubriaco, poteva salvarsi".  La vittima è un sessantenne. RISARCIMENTO RECORD per i familiari: chiesto un MILIONE DI EURO. La tragedia risale all'estate del 2013, quando F.S., un sessantenne della provincia di Palermo, va alla guardia medica perché accusava gravi malesseri. IL MEDICO DI TURNO LO <<CACCIA VIA>> DICENDOGLI DI SMALTIRE LA SBORNIA, concludendo così che si trattasse di " stato di ubriachezza". NESSUN FARMACO NE' TANTO MENO UN SUCCESSIVO CONTROLLO, nonostante i vari solleciti dei familiari giunti alla guardia medica del piccolo paesino delle Madonie. L'uomo ritorna a casa e continua a stare male. LA MATTINA SUCCESSIVA IL SUO CUORE SMETTE DI BATTERE E L'UOMO MUORE. Disperato per la perdita del padre, il figlio denuncia l'accaduto. Si apre un fascicolo in procura. A rappresentarlo, l'Avv. SILVIO VIGNERA il quale, dopo diverse perizie medico legali, HA DIMOSTRATO CHE L'UOMO ERA DECEDUTO PER UNA GRAVE INSUFFICIENZA RESPIRATORIA non dovuta all'alcool. "Un approfondito controllo clinico da parte del medico di guardia - HA SOTTOLINEATO L'AVVOCATO SILVIO VIGNERA - come dimostrato in perizia, avrebbe indotto lo stesso all'ospedalizzazione del paziente, che avrebbe potuto consentire all'uomo chance di sopravvivenza". La vicenda si è conclusa con la SOTTOSCRIZIONE DI UNA TRANSAZIONE CON LA COMPAGNIA ASSICURATIVA DELL'AZIENDA SANITARIA che prevede l'erogazione al figlio di un cospicuo risarcimento. "ABBIAMO OTTENUTO, in questa prima fase - conclude l'avvocato Vignera - UN PARZIALE ACCONTO DI CENTOMILA EURO COME RISARCIMENTO DANNI IN VIA TRANSATTIVA. Per chiudere la spiacevole vicenda OTTERREMO UN RISARCIMENTO DANNI DI UN MILIONE DI EURO, perché questo è stato il danno provocato dal superficiale controllo clinico da parte del medico di guardia che quel giorno a visitato il familiare del mio assistito. SE IL CONTROLLO da parte del sanitario FOSSE STATO PIÙ ACCURATO PROBABILMENTE L'UOMO, ADESSO SAREBBE ANCORA IN...

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Prese l'epatite all'ospedale. Maxi risarcimento

Prese l'epatite all'ospedale. Maxi risarcimento

Morì nel 2005, dopo aver contratto l'epatite in ospedale. Un milione di euro è stato riconosciuto ai familiari come risarcimento danni. La vittima, proveniente da un piccolo borgo dell'entroterra delle Alte Madonita, ha contratto la malattia durante una seduta di emotrasfusione presso l'ospedale di Caltanissetta. Il maxi risarcimento del danno è stato stabilito dal Tribunale di Caltanissetta nei confronti dei familiari di A. S., all' epoca 64enne, emotrasfuso dal 1969. I familiari della vittima sono stati difesi dall' avvocato Silvio Vignera. Il Tribunale siciliano con un giudizio, durato poco più di due anni, ha dato ragione alla tesi difensiva del legale. In aula è stato ripercorso il calvario che l'uomo e la sua famiglia, hanno patito successivamente alla scoperta del contagio fino alla morte, riconoscendo così la responsabilità del Ministero della Salute per l'epatite contratta a seguito dell'emotrasfusione. Intanto, il Ministero annuncia...

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RAGAZZO AFFETTO DA TALASSEMIA DALLA NASCITA, CONTRAE EPATITE. ORA OTTIENE INDENNIZZO. VINCE CAUSA CONTRO IL MINISTERO DELLA SALUTE

RAGAZZO AFFETTO DA TALASSEMIA DALLA NASCITA, CONTRAE EPATITE. ORA OTTIENE INDENNIZZO. VINCE CAUSA CONTRO IL MINISTERO DELLA SALUTE

Le prime trasfusioni risalgono agli anni ’80. Un GIOVANE AFFETTO DA TALASSEMIA MAJOR, a causa della sua patologia, deve ricorrere a trasfusioni periodiche di sangue. A seguito di una di queste trasfusione viene contagiato dal virus dell’EPATITE C, contagio che scopre solo molti anni dopo. A seguito di controlli di ruotine, infatti, alla madre viene comunicato che  il figlio, ancora minorenne, aveva contratto tale patologia. La donna, tenta di avere giustizia, iniziando l’iter burocratico previsto dalla legge. Nel ’99 il ragazzo viene sottoposto ad esame della Commissione Medico Ospedaliera ma, la donna, non ottiene ALCUN RESPONSO. Passano gli anni e il ragazzo, ormai maggiorenne, viene a conoscenza che la sua patologia potrebbe essere causata da una delle trasfusioni occasionali che ha subito in passato. Si rivolge, nel 2016, all’avvocato Silvio Vignera il quale mette in atto una linea difensiva, BREVE MA MOLTO EFFICACE, tanto da arrivare subito ad una sentenza positiva per il suo assistito. Con la recente sentenza del 9 gennaio 2018, un Tribunale siciliano riconosce il diritto del malato, danneggiato, ad ottenere dal Ministero della Salute l’INDENNIZZO previsto dalla legge e tutti gli ARRETRATI FIN...

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Muore di epatite anni dopo la trasfusione, famiglia risarcita con 1 MILIONE di euro

Muore di epatite anni dopo la trasfusione, famiglia risarcita con 1 MILIONE di euro

Il tribunale di Caltanissetta ha condannato il Ministero della Salute a risarcire oltre 1 milione di euro i familiari di un uomo morto nel 2005 dopo aver contratto nel 1969 l’epatite da una trasfusione in un ospedale siciliano. Nella causa la...

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UNA DONNA AFFETTA DA TALASSEMIA, A SEGUITO DI TRASFUSIONE, CONTRAE EPATITE C. TRIBUNALE CONDANNA IL MINISTERO DELLA SALUTE A PAGARE, AD UNA DONNA, EMOTRASFUSA, UNA PENSIONE A VITA E GLI ARRETRATI !

UNA DONNA AFFETTA DA TALASSEMIA, A SEGUITO DI TRASFUSIONE, CONTRAE EPATITE C. TRIBUNALE CONDANNA IL MINISTERO DELLA SALUTE A PAGARE, AD UNA DONNA, EMOTRASFUSA, UNA PENSIONE A VITA E GLI ARRETRATI !

Il caso ha come protagonista una donna affetta da talassemia che, a causa della sua patologia, è costretta a sottoporsi a trasfusioni. DURANTE DELLE TRASFUSIONI, tra il 1993 e il 1994, viene contagiata da epatite C. Solo nel 2003, a seguito di...

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MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO. POTEVA SALVARSI".

MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO. POTEVA SALVARSI".

La tragedia risale all'estate del 2013, quando l’uomo va dalla guardia medica perché accusava gravi malesseri. Il medico di turno lo “caccia via” dicendogli di smaltire la sbornia, concludendo così che si trattasse di “stato di...

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MUORE DOPO VISITA DELLA GUARDIA MEDICA. RISARCITO IL FAMILIARE. IL FIGLIO: "MIO PADRE NON ERA UBRIACO, POTEVA SALVARSI."

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La tragedia risale all’estate del 2013, quando l’uomo va dalla guardia medica perché accusava gravi malesseri. Il medico di turno lo “caccia via” dicendogli di smaltire la sbornia, concludendo così che si trattasse di “stato di...

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" E' SBRONZO", MA L'UOMO MUORE. MAXI RISARCIMENTO PER LA FAMIGLIA.

" E' SBRONZO", MA L'UOMO MUORE. MAXI RISARCIMENTO PER LA FAMIGLIA.

Muore dopo visita della guardia medica. Risarcito il familiare. Il figlio: " Mio padre non era ubriaco, poteva salvarsi".  La vittima è un sessantenne. RISARCIMENTO RECORD per i familiari: chiesto un MILIONE DI EURO. La tragedia risale...

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Prese l'epatite all'ospedale. Maxi risarcimento

Prese l'epatite all'ospedale. Maxi risarcimento

Morì nel 2005, dopo aver contratto l'epatite in ospedale. Un milione di euro è stato riconosciuto ai familiari come risarcimento danni. La vittima, proveniente da un piccolo borgo dell'entroterra delle Alte Madonita, ha contratto la malattia...

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RAGAZZO AFFETTO DA TALASSEMIA DALLA NASCITA, CONTRAE EPATITE. ORA OTTIENE INDENNIZZO. VINCE CAUSA CONTRO IL MINISTERO DELLA SALUTE

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Le prime trasfusioni risalgono agli anni ’80. Un GIOVANE AFFETTO DA TALASSEMIA MAJOR, a causa della sua patologia, deve ricorrere a trasfusioni periodiche di sangue. A seguito di una di queste trasfusione viene contagiato dal virus...

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RICOVERATO PER SCOLIOSI, ESCE AFFETTO DA EPATTE C. RISARCITO: IL TRIBUNALE ORA CONDANNA IL MINISTERO.

RICOVERATO PER SCOLIOSI, ESCE AFFETTO DA EPATTE C. RISARCITO: IL TRIBUNALE ORA CONDANNA IL MINISTERO.

L’episodio della trasfusione risale all’82. Un giovane uomo, per problemi legati a scoliosi, è costretto al ricovero, per molti mesi, presso una struttura pubblica dove viene sottoposto a numerosi interventi. A seguito di questi...

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